Il Dottor House e le donne.
Scritto da: filo rosso in Senza categoria, tags: donne, dottor, house
Sono sempre stata amante del sole, e la mia pelle purtroppo se lo ricorda.
Da un po’ di tempo avevo intenzione di far controllare i miei nevi a un dermatologo. L’Ospedale dove lavoro non è rinomato (per usare un eufemismo) per il suo reparto di Dermatologia, che è stato, infatti, recentemente soppresso. Per contro, invece, il medico di base di mister Filorosso è considerato nell’ambiente un buon specialista nella materia.
E qui devo fare una premessa.
Io e questo medico, coetanei, siamo stati compagni di liceo. A quei tempi, siamo anche usciti insieme una volta.
Poi gli anni passano, c’è chi si laurea, c’è chi si sposa, e quando lui subentra nello studio del precedente medico curante della famiglia d’origine di mio marito – che, quindi, lo eredita – io non ci trovo controindicazioni. Io continuo a tenere il mio medico, Filorosso senior passa al dermatologo.
Succede poi che, alcuni anni dopo, mister Filorosso un giorno ha la febbre alta, e così manda me dal medico per farsi fare il certificato di malattia.
In quella sede il mio ex compagno di liceo rimembra i tempi passati, dice di rimpiangerli, e mi dice che non capisce perchè non abbiamo proseguito, allora, l’approfondimento della nostra conoscenza.
Si sa, sono cose che vanno così, gli dico io, ora siamo entrambi sposati. Sì, ma questo non sarebbe un ostacolo, dice lui, c’è sempre spazio per fare insieme qualcosa di piacevole. Dato che non penso affatto al tradimento, ma in linea teorica non sono contraria alle cose piacevoli, non trovo di meglio che rispondergli che ci penserò. Dopodichè, comunque, non lo contatto più.
Passano altri anni, nel frattempo i miei cognati mi dicono che si è separato dalla moglie. Io penso che, forse, nel periodo delle avances era un po’ in crisi, e – insomma – la stima professionale nei suoi confronti è ancora unanime, per cui decido che prenoterò questa visita per i nevi. Tuttavia sono ancora imbarazzata all’idea di spogliarmi davanti a lui, date le premesse, e infatti la telefonata per fissare questa visita viene più volte rimandata. Finchè non mi becco un accidente di micosi all’unghia del piede, probabilmente in piscina (lo dicevo, io, che c’è troppo poco odore di cloro da quelle parti…) e quindi diventa urgente farmi vedere.
Detto fatto, il giorno stesso c’è un buco alle 16,45, manca un’ora, così mi precipito a casa per riordinarmi e vado nel suo ambulatorio.
- Buongiorno… oh, ciao, sei tu!
- Ciao, Marco, come stai?
- Bene, grazie, anche tu mi pare! Hai tagliato i capelli!
seguono un po’ di veloci convenevoli, poi vengo al dunque (esame dei nevi e dell’alluce)
- Comincio a farti vedere il piede, così partiamo dalla cosa meno imbarazzante
- Ok, va bene.
Ispeziona attentamente.
- Uhm, micosi, forse da candida. Ti prescriverò la cura. Ma tu ogni tanto ci pensi a me?
- Sì, certo…
- Ah, bene (sorride)
-… non fosse altro perchè sei il curante di mio marito.
- Solo per quello allora?
- Per forza, Marco, come potrei altrimenti venire qui da te a spogliarmi disinvoltamente? Avrei scelto un altro dermatologo!
- Ma no, anzi, penso che questo potrebbe anche favorire una maggiore confidenza …
a questo punto vorrei già alzarmi e correre fuori. Quanto sò ingenua, mi dico, il lupo perde il pelo ma non il vizio… ma insomma non è che la cosa mi sbalordisca, date le premesse. Dunque adotto un comportamento che definirei “neutro non incoraggiante”. Vediamo se sai comportarti da medico, Dottor House.
Mi spoglio, lui ispeziona accuratamente, seno e chiappe comprese (è vero, anche nelle pieghe si nascondono le insidie… ma, viste le sopracitate premesse, fatico moltissimo ad accettare quell’intrusione). La mia particolare fortuna (sempre a me succedono, penso, o sono io che le faccio succedere?) fa sì che l’unico neo che richiede una monitorizzazione nel tempo si trovi proprio sul pube, appena sotto la linea bikini (che come si sa, di questi tempi, non è altissima). Te pareva, mi dico, mica la gamba, la schiena, l’orecchio: no, il pube, mannaggia. Questo pube dovrebbe essere esaminato ogni sei mesi da un mio ex compagno di liceo, ora medico, tuttora aperto, a quanto pare, alle cose piacevoli…
La visita finisce, mi rivesto, mi dice che dovrei andarci piano con il sole.
- Eh hai ragione, sono una lucertola, mi rendo conto che ho il viso ormai pieno di macchie…
- Scherzi, il tuo viso non tradisce l’età, non è un complimento.
- Grazie, lo prendo come tale, invece (tono neutro non incoraggiante).
Mi porge la ricetta per l’unghia. Ci salutiamo stringendoci la mano. Apprezzo il fatto che lui non mi allunghi di soppiatto il numero di cellulare. Forse, sono riuscita ad essere abbastanza neutra non incoraggiante.
Oh, Marco, Marco. Ti ricordo in terza liceo a mimare, con quella manica di scoppiati dei tuoi compagni, l’intervento chirurgico (o era un’autopsia?) in Alien Uno. Quello dove dal torace dell’astronauta schizza fuori il primo mostriciattolo tentacoloso. Eravate troppo seducenti, allora. Seducenti e scanzonati. Non avrei mai ipotizzato, a quei tempi, un tuo futuro da medico.
Cosa c’è che non mi torna in questa storia? Un medico ha il diritto di fare delle avances soft a un’ex compagna di classe che si presenta come paziente, o come moglie di un paziente? Mi viene da dire, decisamente no. Però mi viene anche da dire che siamo adulti, che – forse – ogni lasciata è persa, ecc. ecc. ecc.. No, eh? Infatti. Bah.
Finisce che sono io la colpevole seduttrice compulsiva.
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10 Maggio 2006 alle 01:03
Bah…a volte ritornano…a volte il lupo perde il pelo ma non il vizio… Sotto il camice batte pur sempre il cuore (?)di un uomo, no?
Buonanotte (incolpevole) seduttrice. Baci
10 Maggio 2006 alle 13:40
Ce stanno sempre a provà co’tté. Pensavo che queste ispezioni del terzo tipo con dottori con l’occhio poco clinico accadessero solo nei film con Lino Banfi e Alvaro Vitali. Me sa che sono troppo giovincello per conoscere il mondo.
10 Maggio 2006 alle 14:25
me capitasse mai ammè un medico fico, aò:)))
10 Maggio 2006 alle 17:55
Sarei morta dall’imbarazzo. E secondo me i medici sono ancora più imbarazzanti degli altri. Non sai mai cosa stanno pensando. Se stanno facendo valutazioni da professionista, da uomo, da sposato, da celibe, da lupo o da qualunque altra cosa ti venga in mente…
E certe volte mi sembrano più valutatori di bestiame che altro…
Però questa storia è carina…..
10 Maggio 2006 alle 17:58
Quando ho un secondo ti racconto di una visita ginecologica con un medico super bono e un gruppo di suoi studenti universitari che hanno usato la cosa sulla quale mi siedo per fare lezione.
Pensavo di morire. Il fatto è che ero in peritonite e il dolore superava di molto l’imbarazzo e la vergogna.
E’ durata una ventina di minuti. Erano una decina. Credo di aver perso qualche anno di vita in quel momento…
Potrei farci un post! Che dici?