C’è qualcosa che non mi ritorna – e sì che tutto va bene.
Come al risveglio dopo un sogno dai contorni confusi.
Una briciola nelle lenzuola.
Un graffio sul cervello.
Sono stanca, esco dall’ufficio, mi metto in macchina. Musica.
Giro l’angolo del palazzo, l’orizzonte si incendia in un tramonto che non si vedeva da tanto.
La Filo che fa, mica può andare dritta a casa.
Fa una deviazione, e va verso l’incendio.
Quattro foto col cellulare.
Anche cinque, facciamo, o sei. Il tempo che il cielo si faccia viola.
Un padre si è schiantato con la sua Ferrari 360 Modena. Proprio sulla strada che faccio per tornare a casa. Ha divelto un palo di cemento, l’auto si è incendiata. Aveva a bordo la figlia di 17 anni, l’hanno tirata fuori in tempo dei passanti.
Oltrepasso il punto, hanno messo dei fiori. Proprio sulla soglia di una casa.
Il graffio – ecco, il graffio stride – come il gessetto sullla lavagna.
Il padre era molto conosciuto in città. Sarà un funerale molto affollato. Una figlia al funerale affollato. Un padre perso a 17 anni. L’incendio del tramonto. La briciola, punge. Stride il gesso sulla lavagna.

10 novembre 2006.
Lettera della figlia al padre (letta dal parroco al funerale ):
“Ciao papà, volevo dirti che tu sei il miglior padre che si potesse avere. Per me sei stato una persona speciale che ha saputo insegnarmi tanto senza deludermi mai. Perdonami se invece non ti ho dato tutte le soddisfazioni che avresti voluto, ma cercherò di trovare la forza per andare avanti e anche adesso, ovunque tu sia, non mi lasciare perchè ho bisogno di te. Sei e sarai sempre il papà numero uno”.

foto: Filorosso, novembre 2006



10 Commenti a “Ferrari Modena”

  1.   Sonya scrive:

    Le parole arrivano. Toccano. Veicolano emozioni. Specie se detonate così, come hai fatto, elegantemente.
    Un saluto
    Sonya

  2.   come alice scrive:

    Sin da piccola mi ha sempre terrorizzato l’idea dell’attimo che precede una situazione irreversibile, quello che ti porta verso qualcosa che non puoi più cambiare…l’inconsapevolezza…
    Scusa, ma quello che scrivi mi fa pensare questo.
    Bella foto, però. Ciao :)

  3.   Amfortas scrive:

    Vedendo la foto ho pensato ad un piromane, non volermene :-)
    Ciao!

  4.   ariela scrive:

    Quando ho preso la patente insegnavo al liceo, spesso viaggiava con me un ragazzo di quindici anni che paternalmente mi diceva “Ricordati sempre che è meglio perdere un minuto della vita che la vita in un minuto”.
    Ciao Fil Rouge, mi piace come scrivi.

  5.   paolo scrive:

    Un meraviglioso tramonto che tutti ci avvolge.
    Un saluto

  6.   elle scrive:

    E’ un tramonto bellissimo quello da te pubblicato,e quella briciola,pur non appartenendomi,graffia e fa male,risvegliando in me ricordi dolorosi,lontani e mai sopiti!
    Buon lunedì:9

  7.   ivy phoenix scrive:

    è vero.. non è possibile che le persone che ci amano ci abbandonino con la morte… l’amore è più forte della morte.
    Lettera da brividi.
    e foto bellissima, che colori

  8.   sibillasi scrive:

    Mi hai fatto scendere una lacrimuccia.

  9.   emivitale scrive:

    che bel post che fa riflettere e pensare…mi sono commossa!

    baci.emanuela

  10.   Andrea scrive:

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